Il riso Venere

Carissimi amici oggi, come promesso, desidero approfondire un argomento che avevo già trattato qualche post fa: il riso, ma questa volta mi focalizzerò su una particolare tipologia: il riso Venere o anche conosciuto come riso nero!.

Il riso integrale nero era già in uso nell’ Antica Cina, rarissimo e difficile da coltivare, era riservato alla tavola dell’Imperatore e degli alti importanti funzionari del regno, ancora oggi è fuori dal comune  e dal prezzo piuttosto elevato, ma le sue caratteristiche sono eccezionali e noi, amati della buona tavola  e delle rarità, dobbiamo assolutamente conoscerlo!

Partiamo dal suo aspetto: il riso Venere si caratterizza per i suoi chicchi arrotondati dal colore nero-violaceo. Alcuni lo definiscono aromatico, dopo la cottura e durante la preparazione, emana un profumo delizioso di pane appena sfornato.

E’ ricchissimo di sali minerali, vitamine e anti-ossidanti, tali potentissimi antociani che sono anche i responsabili del suo colore scuro, e soprattutto di ferro!

Non si tosta mai! Si fa bollire e poi saltare sulla padella, lo troverete sempre nero e mai sbiancato perché le sue ottime qualità risiedono soprattutto nella parte esteriore del chicco.

Esiste anche la farina Venere che ha un sapore dolciastro e infatti usata per i dolci, ma anche per pane e pasta.

In Italia la garanzia e la qualità del riso Venere è garantita da Sapise. Ho scoperto che la nostra produzione è limitata a due aree, la prima in Piemonte la seconda in Sardegna, l’etichetta Filiera Riso Venere è un testimone fidato che segue tutto il percorso dalla coltivazione alla vendita del riso e dei suoi derivati.

Dunque veniamo a ciò che più ci interessa: la cucina, come, in che modo possiamo utilizzare il riso?

Ci sono decine di ricette e voi stessi potete inventarne di nuove, tanto è versatile questo riso, ma io da Toscana verace ne ho trovata una simpaticissima che omaggia la mia terra e anche il caro Botticelli che, come ben sappiamo, amava particolarmente la dea Venere.

Se avete un’ ora da perdere armatevi di questi ingredienti e dato che si tratta del riso di Venere e non di Marte o Giunone, preparatelo per la persona amata con tanto amore!
-1 piccolo polpo già bollito e tagliato a tocchetti
-100 gr di gamberetti già sgusciati
-2 gamberoni a persona, cozze, vongole e capesante
-vino bianco
-Olio, Aglio, Sale, Peperoncino, lecitina di soia prezzemolo q.b
-1 conchiglia di capasanta a persona

-1 manciata di riso a persona

come-cucinare-il-riso-venere_4541e5ab12248d7b86b2c3d28279c570

Prima cosa fate cuocere il riso per una quarantina di minuti  mentre l’olio, l’aglio e il peperoncino soffriggono nella padella aggiungetevi le cozze, le vongole e le capesante pulitissime e senza guscio, sfumate con il vino bianco. Aggiungete poi gamberetti, gamberoni ed il polpo a tocchetti, ricoprendo il tutto con il prezzemolo. Quando le cozze e le vongole si saranno aperte toglietele, togliete anche il polpo ed i gamberoni e teneteli al caldo. In padella dovranno rimanere solo i gamberetti e le capesante, togliete a metà dei molluschi messi da parte il guscio, quindi aggiungeteli sgusciati in padella. Tenete il resto al caldo. Prelevate qualche cucchiaio di acqua di cottura delle cozze e company e mettetelo da parte.

Scolate il riso, saltatelo in padella. Preparate la spuma frullando l’acqua di cottura delle cozze tenuta da parte insieme a poca lecitina di soia. Disponete la spuma come base del piatto. Unite gamberoni, polpo, cozze e vongole con il guscio. Nella conchiglia di capasanta disponete il riso e guarnitelo con altra spuma.

Avrete così ottenuto una Venere nera che esce in tutta la sua bellezza e bontà, dico io, dalla spuma del mare.

 

Dott. ssa Chiara Pagliai

Comments are closed.