Alimentazione nell’infanzia

Far crescere sani i nostri bambini dal latte materno alle prime pappe, dallo svezzamento ai cibi solidi.

Alimentazione nell'infanzia

Alimentazione nell’infanzia. In questa fase della vita i problemi da affrontare nella scelta di una dieta sensata e corretta sono due:

Il primo è l’allattamento al seno nei confronti di quello artificiale; il secondo è quando iniziare lo svezzamento, o meglio, quando è l’epoca giusta per introdurre i cibi solidi nell’alimentazione giornaliera.

ALLATTAMENTO AL SENO: è da rilevare un deciso ritorno all’allattamento al seno, dopo alcuni anni in cui la “guerra” tra latte materno e latte “artificiale” (quello in polvere o quello vaccino) sembrava doversi evolvere definitivamente a favore del latte artificiale.

Prima di tutto, consideriamo la migliore qualità nutrizionale del latte materno, che contiene maggiori quantità di lattalbumina, una proteina che è presente anche nel latte vaccino, ma in quantità minore rispetto a quello umano. La lattalbumina è più adatta alle esigenze nutrizionali del lattante di quanto lo sia la cascina, la proteina tipica del latte vaccino.

Il latte materno contiene inoltre dei fattori protettivi immunologici molto importanti per la tutela della salute del bambino nei primi mesi di vita. Il latte materno, inoltre, è fisiologicamente dosato, mentre con l’allattamento artificiale può essere difficoltoso individuare la giusta quantità di latte.

L’allattamento al seno è importante anche sotto l’aspetto psicologico, perché favorisce l’instaurarsi di uno stretto rapporto affettivo tra madre e figlio. Infine, si è riscontrato che è difficile incontrare casi d’obesità infantili tra i bambini allattati al seno. Il periodo critico per l’instaurarsi dell’obesità infantile è rappresentato dagli ultimi tre mesi di gravidanza e dai primi nove mesi di vita.

Nei primi anni di vita gli errori, anche inconsapevoli, che conducono ad un’ipernutrizione si ripercuotono sul numero di cellule del tessuto adiposo, che pertanto si ritroveranno in massimo numero anche nell’organismo diventato adulto.

Ciò è dimostrato statisticamente. Il 70-80% dei casi d’obesità infantile persiste anche in età adulta; il 50% di adulti obesi, lo erano da piccoli.

Il motivo sta nel fatto che nei primissimi anni di vita l’aumento del tessuto adiposo comporta anche un aumento del numero di cellule adipose; così un individuo con un maggior numero di cellule adipose tenderà ad ingrassare più facilmente anche nelle età successive.

SVEZZAMENTO: Sull’instaurarsi dell’obesità infantile può avere un certo peso anche uno svezzamento precoce, come è stata la tendenza negli ultimi dieci anni. In realtà, la tendenza non era solo quella di una precoce introduzione di cibi solidi nella dieta, ma anche quella di fornire precocemente cibi solidi di elevato contenuto calorico.

Attualmente la tendenza è di iniziare lo svezzamento non prima del quarto mese ed essere subito orientati su alimenti proteici o protettivi (carne, pesce, uova, verdura, frutta), con la minima presenza necessaria di lipidi e glucidi.
(art. Fondazione Veronesi)

DIETA: Una buona dieta garantisce al giovane organismo una crescita equilibrata ed in salute. Curare l’alimentazione in questo periodo della vita è fondamentale per evitare che il sovrappeso porti con sé problemi alla salute fisica e psicologica del bambino.

Per i genitori diventa quindi estremamente importante monitorare, ed eventualmente correggere, le abitudini alimentari dei propri figli. La dieta di molti bambini non è solo ricca di calorie ma anche sbilanciata e piena di alimenti scadenti che incidono pesantemente sulla qualità di vita e sulla morbilità futura.

I consigli dietetici utili in età pediatrica riflettono quelli proposti alla popolazione generale.

Se il bambino mangia molto ed è normopeso è importante non ostacolare l’assunzione di cibo poiché un organismo in crescita ha effettivamente bisogno di elevate quantità di principi nutritivi.

In particolare dobbiamo tener presente l’aumentato fabbisogno di alcuni nutrienti (calcio, ferro, vitamina D e proteine) che deve essere soddisfatto consumando un’ampia gamma di alimenti; nessuna integrazione è normalmente necessaria. Molti di questi nutrienti sono contenuti soprattutto negli alimenti di origine animale ed e sconsigliabile privare il bambino di questi cibi.

D’altra parte, non dimentichiamo i pregi di frutta e verdura, spesso consumata malvolentieri dal bambino. Per rendere più appetibili questi alimenti è possibile ricorrere a centrifugati e frullati preparati in casa (solo se i vegetali crudi o cotti vengono sistematicamente rifiutati). Consiglio di limitare il consumo di spremute e succhi di frutta industriali in quanto troppo ricchi di zuccheri e spesso poveri di vitamine, fibre e sali minerali.

Se il bambino è intollerante a latte e latticini è importante assicurare un adeguato apporto di calcio attraverso il consumo di acqua ricca di questo minerale e di alimenti che lo contengono in buone quantità, come per esempio verdure verdi (broccoli, cavolo), legumi (soia, ceci, fagioli rossi), noci e semi (semi di sesamo, semi di lino). Le bibite a base di cola possono influenzare negativamente il bilancio del calcio.

Se il bambino manifesta scarso appetito, una volta escluse cause patologiche, consiglio di non obbligarlo a mangiare più del dovuto. In questo modo si andrebbe infatti ad alterare il senso di sazietà del bambino che una volta cresciuto potrebbe mantenere l’attitudine a mangiare più del necessario.

Altri consigli utili:

  • Educare il bambino a mangiare lentamente, poiché la prima digestione avviene in bocca
  • Favorire il consumo di un abbondante colazione secondo le regole della dieta mediterranea (cereali, latte o yogurt, frutta), ne gioverà la sua salute, il suo umore ed il suo profitto scolastico.
  • Quando si prepara lo zainetto inserire anche una bottiglietta d’acqua, per abituare il bambino a bere frequentemente e per evitare il rischio disidratazione che nei bambini è superiore rispetto agli adulti
  • Evitare di tenere in casa da cibi “spazzatura” (soprattutto merendine, bibite zuccherate e dolci)
  • Non utilizzare il cibo come mezzo di pressione (mangiare tutto ciò che c’è nel piatto), di ricompensa o consolazione (se fai il bravo ti compro il gelato) o di trasformarlo in castigo o minaccia (andare a letto senza cena).
  • Spegnere la tv durante i pasti e consumarli ad orari e luoghi prestabiliti (non dove e quando capita).
  • Dedicare maggior tempo alla preparazione dei pasti e degli spuntini del proprio figlio utilizzando prodotti il più possibile naturali, non confezionati; presentare i cibi con fantasia per soddisfare tutti i sensi del bambino.
  • Favorire il movimento

ALIMENTI: FREQUENZA DI CONSUMO SETTIMANALE RACCOMANDATA

Carne

Preferibilmente 3 volte alla settimana, di cui 2 volte bianca (es. coniglio, pollo, tacchino) ed 1 volta rossa (es. manzo, cavallo, vitello)

Pesce

2 – 3 volte alla settimana, fresco o surgelato

Uova

Non più di 3 -4 volte alla settimana di gallina – qualità A extra

Legumi

Almeno 3 volte alla settimana secchi o surgelati: fave, ceci, lenticchie, piselli, fagioli, soia

Cereali

Pasta, polenta, riso, farro, orzo, fiocchi d’avena ecc., raffinati o integrali

Verdura

Non meno di 14 volte alla settimana (tutti i giorni) fresca di stagione o surgelata, da utilizzarsi cruda o cotta, scegliendo colori sempre diversi

Frutta

Preferibilmente 14 volte alla settimana (tutti i giorni) di stagione, variando nella scelta qualità e colori

Formaggi

Non più di 2 volte alla settimana, come secondo piatto

Salumi

Non più di 1 volta alla settimana preferire prosciutto crudo magro, bresaola, prosciutto cotto senza polifosfati