olio

Nutrigenetica. Come l’ alimentazione influenza i nostri geni.

carote “Conosci te stesso” dicevano i greci, ma per vivere bene, evitare, contenere e prevenire determinate malattie sarebbe meglio dire: “conosci i tuoi geni”.
Si perché studi che risalangono al non troppo lontano 1999, hanno rivelato che a variabili genetiche corrisponde una diversa interazione con gli alimenti, con importanti ricadute nello stato di salute. Fu appunto in quell’anno che Dean della Penna mosse i primi passi in questa direzione.
Oggi è scientificamente accertato che in virtù delle differenze genetiche, del background familiare ed individuale si debba sviluppare una dieta personalizzata per ogni individuo al fine di prevenire il rischio di determinate patologie e ottimizzarne lo stato di salute.
In questo senso una dieta va ponderata e somministrata tenendo conto di tutta una serie di fattori ad personam: del suo patrimonio genetico e del suo vissuto oltre che del suo stato di salute attuale.
Per fare degli esempi concreti, l’ olio di oliva per le sue proprietà anti-ossidanti, anti-trombotiche e anti-infiammatorie può essere ottimale per chi, in base al suo corredo genetico, potrebbe sviluppare problemi al sistema cardiovascolare, all’apparato epatobiliare, intestinale e vascolare.
I legumi per la loro ricchezza di vitamina A, C e sali minerali hanno un effetto protettivo per tumori al colon e al seno, quindi da suggerire a tutti colori che hanno nel loro patrimonio genetico, una probabilità maggiore di sviluppare tali patologie.
La carota, una verdura comunissima ha proprietà enormi. Oltre che prevenire l’invecchiamento della pelle, rafforzare gli occhi e regolare le funzioni intestinali grazie al glutatione presente in essa, è uno scongiuro naturale nella cura preventiva del tumore al cavo orale e di quello ai polmoni.
Dicasi la stessa cosa del pomodoro di stagione, ricco di anti-ossidanti e, per questo, ottimo anti-tumorale.
Il broccolo con le sue fibre, e invece utile per prevenire il tumore al colon o alla prostata, ma anche per scongiurare il rischio di Alzheimer, dell’ictus e delle cataratte.
Alla luce di tutto questo possiamo capire a fondo l’importanza del temine “diversità” all’interno della complessità del DNA e della sua influenza sull’alimentazione.
Tuttavia è anche chiaro quanto una dieta corretta possa migliorare la qualità della vita, partendo come sempre dalla consapevolezza per approdare alla responsabilizzazione dell’individuo che mangerà dunque non per sopravvivere, ma per vivere bene

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