LE CASTAGNE

Le castagne sono il frutto commestibile del castagno (Castanea sativa); che l’uomo consuma da tempo immemorabile. In Europa ne parlò per primo Senofonte, nel IV secolo a.C. definendo il castagno come albero del pane..
La castagna è stata molto importante nell’alimentazione umana, ma il primo forte impulso alla vera e propria coltivazione si ebbe nel medioevo, grazie alla contessa Matilde di Canossa. Nel diciottesimo secolo in Francia si preparavano dolci a base di castagne: i marrons glacés.
Sono molte le varietà di castagne presenti in Italia, circa trecento, le più conosciute sono quelle di Marradi, di Montella in provincia di Avellino e del Mugello.
La distinzione tra castagne e marroni non sempre è facile; possiamo dire che le castagne sono il “frutto” della pianta selvatica mentre i marroni sono il frutto dei castagni coltivati. che hanno caratteristiche più standardizzate, son più pregiati, buoni, costosi.
La castagna è un tipico frutto autunnale. Conoscere benefici e caratteristiche nutrizionali delle castagne, potrà aiutare chi deve seguire un regime alimentare controllato ad ottimizzarne il consumo e ad assumerle nei momenti giusti. Valutando la sua composizione nutrizionale può essere paragonata ai cereali, dato l’elevato contenuto di carboidrati, ma valutando il suo apporto calorico può essere paragonata quasi alla frutta secca.

100 g di castagne fresche (pulite della pellicola che le avvolge) apportano all’organismo circa 160 Kcal. Le calorie aumentano a 200 Kcal/100 g se le castagne vengono arrostite. Le più caloriche fra tutte sono le castagne secche: 287 Kcal/ 100g.

Dal punto di vista qualitativo la CASTAGNA è composta per circa il 50% da acqua, da carboidrati 45%, proteine, grassi, fibre e ceneri; discreta la presenza di minerali tra cui annoveriamo sodio, calcio, fosforo, magnesio, ferro, potassio, zinco, rame e manganese.

Per quanto riguarda le vitamine troviamo: vitamina A, B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina), B5, B6, B9 (acido folico), b12, C e D. Tra gli aminoacidi presenti nelle castagne citiamo l’acido aspartico, l’ acido glutammico, arginina, alanina, glicina, leucina, prolina, serina e treonina.
Le castagne non contengono glutine e possono essere consumate da tutte le persone celiache.
La castagna è molto digeribile ed è consigliata in casi di anemia e inappetenza; grazie all’abbondante presenza di fibre è molto utile per la funzionalità dell’intestino. Per la presenza dell’acido folico la castagna è consigliata in gravidanza in quanto quest’ultimo è in grado di prevenire l’insorgere di alcune malformazioni a livello fetale. Essendo ricche di minerali le castagne sono particolarmente indicate per chi soffre di stanchezza cronica, per chi è in convalescenza dopo l’influenza e per bambini ed anziani; il potassio è utile per rinforzare i muscoli, il fosforo collabora alla costituzione del tessuto nervoso, lo zolfo è antisettico e disinfettante, il sodio è utile alla digestione, il magnesio agisce sulla rigenerazione dei nervi.
I carboidrati contenuti nelle castagne sono carboidrati complessi (amido), ma la cottura trasforma parte dell’amido in carboidrati semplici, che causano la dolcezza tipica delle castagne cotte, possono costituire un alimento alternativo per i bambini allergici al latte ma controindicate per i diabetici.
Molti sostengono di sentire una sensazione di gonfiore e di irritazione intestinale in seguito alla loro assunzione. Questi sintomi si hanno essenzialmente quando le castagne vengono consumate nei momenti sbagliati come a merenda oppure, come accade spesso a fine pasto. Questo perchè le castagne facilmente fermentano nello stomaco dando origine a gas e gonfiori.
Le castagne, come qualsiasi altro alimento, non devono essere escluse dalle scelte alimentari, ma non bisogna abusarne. Consiglio sempre di non andare oltre le 5 castagne ( che sono circa 50 g) e di non mangiarle come spuntino o a fine pasto, ma di utilizzarle per esempio al posto del pane (data la loro similarità nel contenuto in carboidrati) con l’accortezza però di non consumarle insieme a cibi ad alto contenuto proteico, come carne, pesce, formaggi e uova, perché questi impediscono la corretta digestione dei carboidrati contenuti nelle castagne, con la conseguente fermentazione degli zuccheri. Oppure è possibile utilizzarle come ingrediente in molte ricette.

Una ricetta toscana tipica a base dei tipici “gioielli” autunnali: il castagnaccio.
Occorrente:
300 g di farina di castagne,
30 g di zucchero,
2 cucchiai di pinoli,
2 cucchiai di uvetta,
5 noci,
3 cucchiai di olio d’oliva,
un pizzico di sale, 1 rametto di rosmarino.
Immergete l’uvetta in acqua tiepida per farla ammorbidire.
Nel frattempo setacciate la farina e lavoratela con 1 litro d’acqua, lo zucchero e un pizzico di sale, in modo da ottenere un impasto denso e omogeneo. Ungete uno stampo e versateci l’impasto distribuendolo uniformemente. Cospargete la superficie con i pinoli, gli aghi di rosmarino, i gherigli di noce tritati e l’uvetta strizzata. Cuocete in foro già molto caldo a 200 gradi per circa 1 ora. Servite se gradite con della ricotta.

Dott.ssa Chiara Pagliai

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