Adolescenti e cibo

Parlare della nutrizione vuol dire innanzitutto parlare della vita dell’uomo, della sua crescita e delle sue relazioni.
Il cibo fa parte del nostro vivere sociale: il mangiare tutti insieme è stata probabilmente la prima forma di socialità che l’uomo abbia messo in atto nel suo percorso evolutivo.
Si può usare il cibo per migliorare il proprio aspetto, per acquistare forza fisica, per dimagrire o ingrassare, tanto che mangiare diventa un obiettivo a sé stante e quindi scorretto. Esso diventa uno strumento per sentirsi più o meno in sintonia con il sé e con la comunità in cui si vive.
Il cibo è anche un gran segnale del rapporto familiare.
È infatti in famiglia che si apprende la modalità del nutrirsi, ed è dalla modalità di assunzione del cibo in famiglia che si comincia a dialogare e creare rapporti con il mondo che ci circonda. Accettare o rifiutare un cibo significa che si vuole comunicare qualcosa.
Proprio durante il periodo adolescenziale questa capacità di rifiutare totalmente il cibo o di assumerne delle grandi quantità può diventare una modalità emotiva di risposta a situazioni di stress o ansia. L’impossibilità di usare la bocca per esprimere con la parola i propri conflitti con i genitori o i coetanei può portare ad usare la stessa bocca per esprimere tramite il cibo questa incapacità.
Fin da bambino l’adolescente è stato sotto lo stretto e diretto controllo dei genitori, ed è proprio cominciando con il controllare l’alimentazione che si crea una prima strategia verso l’autonomia, un modo per sentirsi finalmente grandi e padroni del proprio corpo.
Scegliere cosa e quanto mangiare è un modo per un ragazzo per esercitare la sua indipendenza.
L’alimentazione, come l’abbigliamento, l’uso di un determinato gergo, l’appartenenza a determinati gruppi di coetanei o lo svolgere particolari attività sportivo/ricreative, rappresenta per gli adolescenti un modo ben preciso di comunicare e scambiare con gli amici e con il mondo le proprie idee e le proprie passioni.
Da questo ambito sono rigorosamente esclusi gli adulti e in particolare i genitori.
Le abitudini apprese da bambino in famiglia vengono in adolescenza completamente stravolte o comunque negate, soprattutto in presenza dei coetanei.
Gli adolescenti sono ansiosi di sentire che hanno il controllo delle loro vite e di diventare ‘autonomi’.
Molti adolescenti iniziano a sperimentare nuovi modi per nutrirsi ma è bene che sappiano che ciò che loro mangiano adesso influenzerà la loro salute nella vita futura.
Alcuni giovani evitano i pasti per perdere peso.
Saltare i pasti è una pratica che non permette il controllo del peso.
Saltare la colazione non è una buona abitudine.
Le ricerche mostrano che questo è il pasto più importante del giorno: aiuta ad avviare il metabolismo, contiene delle sostanze nutritive importanti ed è fondamentale per la concentrazione a scuola.
I messaggi dei media sulla forma del corpo pongono enormi difficoltà agli adolescenti.
L’adolescenza è un periodo in cui l’aspetto personale diviene molto importante e in cui molti giovani vengono influenzati dal modo in cui i media dicono loro che dovrebbero “apparire” per avere successo, mandano messaggi sulla ‘desiderabilità’ della magrezza e di una pelle bella e pulita. Non è facile per gli adolescenti resistere a queste pressioni!
Coloro che praticano sport possono desiderare di cambiare la loro dieta per la forma fisica o l’aspetto. Gli adolescenti possono desiderare di cambiare certi cibi nella loro dieta per diminuire o prevenire l’acne. Tutto ciò va bene se è moderato, ma se diviene ossessivo o se riduce o modifica troppo le normali abitudini alimentari, può diventare un problema.
L’adolescente dovrebbe imparare a vedere la crescita e i cambiamenti del proprio corpo come una parte normale del diventare grandi: ogni corpo matura a ritmo diverso!
Ciò aiuterà a cacciare le pressioni della società sul fatto di apparire in una certa maniera.

DIETA NELL’ADOLESCENZA

AUMENTATO FABBISOGNO NUTRITIVO
Il periodo dell’adolescenza è caratterizzato da un rapido ritmo di crescita e, quasi sempre, da un aumentato fabbisogno nutritivo: pertanto è naturale, oltre che necessario, che i giovani in questa fase modifichino i propri comportamenti alimentari.
Soprattutto nei maschi, che avendo masse muscolari più sviluppate presentano un dispendio energetico proporzionalmente maggiore rispetto alle femmine, la fame è tale da indurre alla ricerca di qualcosa da mangiare con una certa frequenza e spesso arriva al punto di non essere nemmeno tanto selettiva, facendo loro accettare cibi sino a qualche tempo prima poco apprezzati.
L’IMPORTANTE E’ AUTOREGOLARSI
E’ molto importante comprendere che questa esigenza di mangiare con ritmi e quantitativi giornalieri apparentemente impressionanti, anche se può generare la sensazione di un disordine alimentare, rispecchia in realtà semplicemente il comportamento che detta l’istinto, cioè la più naturale delle guide, in questa fase.
L’adolescente potrà di volta in volta optare per pasti notevolmente sostanziosi, oppure per un frazionamento in più spuntini meno ricchi ma frequenti, senza che debba per questo essere ostacolato o scoraggiato con argomentazioni poco valide (esempio: mangiando male viene l’acne). La cosa veramente importante è che possa autoregolarsi, avendo a disposizione alimenti giusti, e soprattutto adeguati modelli di comportamento.
CORRETTA EDUCAZIONE ALIMENTARE
In una famiglia in cui venga considerato fondamentale mangiare in modo sano ed equilibrato, evitando gli eccessi, il buon esempio quotidiano finisce per essere assimilato dai ragazzi, mentre se i genitori o i fratelli maggiori amano le abbuffate aumenta il rischio di sviluppare sovrappeso e obesità.
La centralità del ruolo dell’ambiente familiare nell’educazione alimentare dei giovani è ormai universalmente riconosciuta, e sia i genitori che i nonni (quando presenti), dovrebbero sin dalla prima infanzia insegnare al bambino il corretto rapporto col cibo, basato su tre principi che valgono poi tutta la vita:
• nutrirsi quando si ha fame
• imparare a sentire di cosa si ha bisogno in quel momento
• interrompere il pasto quando si avverte il senso di sazietà
Un adolescente in buona salute che abbia capito queste semplici regole, e sia abituato a rispettarle, è perfettamente in grado di autodeterminare la propria dieta: il compito dei familiari è solo quello di mettere a sua disposizione cibi sani, sorvegliando il comportamento del giovane, per intervenire quando si manifestino problemi (obesità, bulimia, anoressia, ecc.).
Considerata la notevole variabilità individuale dei fabbisogni energetici che si può riscontrare negli adolescenti, a causa della diversità di comportamenti legata soprattutto alla pratica sportiva, a partire dal 1996 nelle tabelle dei L.A.R.N. sono stati indicati, per fascia di età, dei range di valore per l’apporto energetico.
RANGE DI VALORI DI FABBISOGNO ENERGETICO IN ETA’ ADOLESCENZIALE
ETA’ (anni) MASCHI (kcal/giorno) FEMMINE (kcal/giorno)
11.5 1991-2340 1737-2046
12.5 2086-2479 1816-2175
13.5 2230-2687 1878-2219
14.5 2274-2791 1862-2294
15.5 2393-2976 1898-2338
16.5 2473-3117 1928-2386
17.5 2512-3211 1940-2408
L’apporto calorico sarà maggiore nei soggetti che svolgono attività fisica intensa. Per essi non viene comunque previsto un ulteriore supplemento proteico, mentre risultano importanti un regolare apporto di liquidi e di minerali, in particolare sodio e potassio, prima e durante la pratica dello sport .

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